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Ciao Alberto. Good luck, Judah!

Alberto Cigarini si trovava a Gainesville per frequentare un master in ingegneria alla Florida University.  Per non lasciare il rugby, si era aggregato alla squadra locale e, in allenamento, un incidente di gioco ha interrotto una vita che era piena di sogni e progetti.

Qualche giorno prima, in Canada, Judah Campbell, mediano di mischia dei Kelowna Crows, durante una partita subisce un grave infortunio al collo.  Tutto sembra perduto, ci sono gravi fratture vertebrali, i medici tentano un intervento e questa volta è un successo.  Judah si risveglia e dà segni chiari di un recupero possibile.  E’ stata creata una pagina su facebook, www.facebook.com/judahcampbellrecovery, dove i famigliari di Judah raccontano i progressi e il decorso dell’infortunio, trasmettendo il senso di speranza e la voglia di lottare fino alla fine, fino alla guarigione.

Sono storie diverse, purtroppo con finale differente, ma che fanno, ancora una volta, percepire come il rugby sia qualcosa che si vive in campo, in tribuna, ma anche nelle emozioni e nei dolori della vita.  Storie di persone che hanno scelto di percorrere la loro vita seguendo il sentiero dello sport, di uno sport che ha insegnato loro ad affrontare battaglie che ad altri possono sembrare già perse in partenza, con forza, con dignità e con rispetto, anche per un avversario che non è in campo ma che, oscuro e terribile, cerca a volte di portare via vite in modo drammatico ed improvviso.

Il sito web del Kelowna Crows, nella pagina che riporta il “codice di condotta” per giocatori, allenatori e sostenitori, tra le altre cose cita una frase, parole che valgono nel rugby ma anche e soprattutto nella vita di tutti:

“Win with humility. Lose with dignity.”

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